Il looppone

Il 7 e 8 maggio del 2010 avveniva in Torino, in un circolo Arci di nome Artintown, una roba che a memoria d'uomo ma anche a memoria di donna o di animale nessuno ce l'aveva in memoria. Dalle 20.30 di venerdì 7 maggio partiva una maratona di 25 ore che si sarebbe conclusa alle 21.30 di sabato 8 maggio. La Maratona del Grande Fresco. A capitanare questa impresa folle erano il poeta Guido Catalano, il cantautore Federico Sirianni e il chitarrista Matteo Negrin. Insieme a loro oltre 40 persone tra tecnici, aiutanti di campo, baristi, ragazze pon pon, cybernauti e 100 (cento) ospiti artisti. L'evento veniva trasmesso in strimmi in tutto il mondo e contemporaneamente registrato su potentissime memorie cibernetiche. Oggi, questa documentazione è resa disponibile per chiunque volesse vederla su questa pagina di internet. 25 ore ininterrotte di spettacolo che se ci pensate, e vi preghiamo di pensarci, se voi, tipo, vi collegate la stessa ora, diciamo alle 16.00 del pomeriggio di ogni pomeriggio, e state collegati per un ora, voi vedrete sempre un'ora diversa della maratona. Lo sappiamo, è un concetto complesso. Si chiama il paradosso delle 25 ore. A ciò aggiungiamo che il potentissimo computer che tiene in memoria tutto l'ambaradàn, è stato posto in un luogo segreto a 1400 metri di profondità in una caverna naturale coibentata con una lega di ghisa e acciaio arricchito. Questo significa che, con tutta probabilità questa documentazione unica continuerà a girare in loop per moltissimo tempo. Così tanto tempo che quando la nostra civiltà sarà scomparsa a causa di guerra termonucleare globale, caduta meteore, spegnimento del sole, attacco di mostri spaziali cannibali, ecc, il bobinone delle 25 ore sopravviverà a tutti noi diventando il documento fondamentale per testimoniare chi eravamo, cosa facevamo, da dove venivamo e donde andavamo, ad uso e consumo dei marziani che prima o poi arrivavano a dare un'occhiata. Capito? Comunque, godetevi il looppone voi che c'eravate e voi che no.

Guido Catalano